Il ministro degli Esteri Terzi ha dichiarato che l’Italia offrirà “supporto logistico all’operazione in Mali”.
La disponibilità è stata motivata con la necessità di “evitare il consolidamento di una presenza terroristica che minaccia il Paese”.
Non abbiamo mai visto una guerra che abbia fermato il terrorismo, ma abbiamo visto il contrario: il terrorismo e la violenza che vengono alimentati dall’intervento militare e dall’occupazione straniera. L’esito del conflitto afgano è l’esempio sotto gli occhi di tutti.

Il ministro della Cooperazione Riccardi ha dichiarato che l’Italia si prepara ad appoggiare “un’operazione delle Nazioni Unite in cui però vediamo una preponderante necessità di stabilizzazione, di aiuto umanitario per i profughi, di sostegno alla nascita di una governance politica e civile della regione”.
Agire – prima – per la stabilizzazione, l’aiuto umanitario, il sostegno alla nascita di una governance politica e civile, il controllo sul mercato delle armi che l’Europa e l’Italia esportano in quantità anche verso Stati che non rispettano i diritti umani, avrebbe forse potuto prevenire la guerra che adesso sembra inevitabile. Si chiama politica estera.
Europa e Italia sembrano ormai aver rinunciato definitivamente a condurre una vera politica estera, con gli strumenti della diplomazia e della pratica dei diritti, avendo scelto di sostituirla sistematicamente con l’opzione militare.

La situazione umanitaria in Mali è molto grave, ma l’unico intervento nel quale l’Occidente è disposto a impegnarsi è quello armato, che non farà altro che acuire l’instabilità politica dell’area e peggiorare le condizioni di vita della popolazione.
L’Italia, con la sua Costituzione, ha scelto oltre sessant’anni fa di ripudiare la guerra perché ne aveva toccato con mano le sue conseguenze: distruzione e morti.
Era stato detto “Mai più”, ma ancora una volta quella decisione è diventata negoziabile: ancora una volta la guerra porterà violenza laddove c’è invece bisogno di difendere i diritti umani fondamentali.
Emergency rifiuta questa guerra, come rifiuta tutte le guerre: sono la nostra etica, il nostro lavoro e la nostra Costituzione a chiedercelo. Emergency continua a credere che l’unico antidoto efficace al terrorismo, alla violenza e alla guerra sia la pratica dei diritti umani. Ogni giorno, per tutti.

Sulla guerra in Mali

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