Sta per chiudersi un anno terribile. I morti di Berlino, Bruxelles, Istanbul, Nizza si sono aggiunti al disgraziato elenco di vittime degli ultimi quindici anni di guerra. Non troppo distanti da noi, gli abitanti di Aleppo sono sotto assedio da mesi, i bambini muoiono di fame. A Mosul si sta consumando un altro massacro di uomini, donne e bambini. In Iraq come in Yemen, l’orrore è all’ordine del giorno. In Afghanistan si combatte sul 90% del territorio, le vittime aumentano al punto che nei nostri ospedali ogni giorno c’è un’emergenza, un ferito su tre, tra i nostri ricoverati, è un bambino. 60 milioni di persone nel mondo sono in fuga e cercano rifugio dalle violenze e dalla povertà, sono troppi anche quest’anno quelli che, invece, hanno trovato la morte.

“Davanti a questa spirale di dolore, paura e violenza, che sembra senza uscita” dichiara Cecilia Strada “Emergency non può che rinnovare l’impegno di sempre: prendersi cura delle vittime, praticare diritti che sono un antidoto alla violenza, lavorare per spazzare la guerra fuori dalle nostre vite. Cancellare la guerra dalla storia non è un’utopia, ma è l’unica possibilità che ci rimane”.

IN QUESTO ANNO TERRIBILE EMERGENCY RINNOVA IL SUO IMPEGNO DI SEMPRE: PRENDERSI CURA DELLE VITTIME DI GUERRA E VIOLENZE

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