Lettera congiunta di 162 organizzazioni della società civile in vista del Consiglio Europeo dei Capi di Stato, 09-10 marzo 2017, su valori europei e politica migratoria

Egregio Presidente,
Egregi Ministri,

scriviamo oggi a nome di un ampio numero di organizzazioni della società civile europea che hanno deciso di unire la propria voce in vista del Consiglio europeo che si terrà a Bruxelles il 9 e 10 Marzo p.v.

In quanto espressione di migliaia di persone in tutta Europa, lavoriamo insieme per garantire accesso ai servizi essenziali anche per i più deboli e sfortunati e ci impegniamo per portare avanti la lotta alla povertà e garantire la difesa dei diritti umani in Europa e nel mondo.

Di fronte alla preoccupante narrativa populista e xenofoba che sta caratterizzando il dibattito sulla migrazione in Europa e nel mondo, vogliamo lanciare con questa lettera un appello a voi, leader europei, perché vi facciate portavoce in Europa e nel mondo dei diritti e dei valori che caratterizzano l’Unione Europea ormai da più di 60 anni. Dobbiamo essere uniti nell’impedire che un approccio della gestione dei flussi migratori basato sulla deterrenza e la chiusura delle frontiere denigri e saboti il più ampio progetto europeo.

Ogni giorno siamo testimoni della solidarietà delle persone comuni verso coloro che fuggono da guerre brutali, persecuzioni, violazioni dei diritti umani, instabilità e povertà estrema. In tutta Europa e nel mondo, vediamo gente accogliere rifugiati e migranti nelle loro comunità, aprire la propria porta di casa, fornire volontariamente sostegno economico e beni di prima necessità o a volte anche solo tempo e conforto umano.

Questa settimana, molte di queste persone si sono messe in viaggio verso Bruxelles per chiedere ai politici di mantenere gli impegni presi in termini di ricollocamento dei richiedenti asilo dalla Grecia per “Portarli Qui”.

Siamo orgogliosi dell’impegno che l’Europa ha preso in passato nel garantire il rispetto del diritto internazionale e i diritti umani, e confidiamo in voi per portare avanti e promuovere questo impegno sia all’interno che all’esterno dell’Europa. Tuttavia, con l’aumento del numero di persone bisognose arrivate in Europa nell’estate del 2015, l’Europa stessa non è stata capace di rispondere con umanità, dignità e solidarietà alle pressioni migratorie e alle richieste di aiuto di gente disperata in fuga o in cerca di una vita migliore.

Sentiamo continuamente ribadito l’impegno di garantire il rispetto dei valori europei da parte dei Governi – valori quali la dignità umana, la liberà, la democrazia, l’uguaglianza, lo stato di diritto e i diritti umani. E’ arrivato il momento di tradurre questo impegno in azione. L’Europa e gli Stati Membri stanno concentrando le proprie politiche migratorie sul controllo delle frontiere, bloccando l’arrivo dei migranti e richiedenti asilo al di fuori dei confini europei, in paesi di transito, spesso pericolosi, che non garantiscono adeguato accesso alla protezione internazionale.

Vi chiediamo dunque una gestione del fenomeno migratorio che sia etica e fondata su principi e azioni lontani dalla retorica populista. Dimostrare forza non significa cacciare chi è in difficoltà. Dimostrare forza significa avanzare sicuri e uniti sulla via della difesa dei propri valori umani.

Paesi quali la Turchia, la Giordania e il Libano continuano ad accogliere milioni di rifugiati. L’Unione Europea e gli Stati membri devono continuare ad agire in quanto attori politici credibili e non costringere migliaia di persone a vivere in condizioni inumane e degradanti sulle isole greche, o respingendole in zone di guerra come la Libia.

Un approccio basato sulla deterrenza e la chiusura delle frontiere non può prevalere su politiche migratorie sostenibili e capaci di garantire il rispetto dei diritti delle persone.

Chiediamo a voi e ai leader europei di aprire vie regolari e sicure verso l’Europa, ad esempio attraverso il rilascio di visti umanitari e altri tipi di visti, l’incremento delle quote di reinsediamento, l’accesso a programmi di ricongiungimento familiare rapidi ed efficaci, una più efficace mobilità lavorativa che consideri tutti i livelli di qualificazione.

Ricordate sempre che le vostre decisioni hanno conseguenze importanti sulla vita e la morte delle persone. Continuando un pericoloso gioco al ribasso degli standard di accoglienza, gli altri paesi del mondo seguiranno il vostro esempio.

L’Europa riprenda coraggiosamente il suo ruolo di garante dei diritti umani e fondamentali nel mondo.
Organizzazioni aderenti all’appello:
1 A Proposito di Altri Mondi Onlus 2 ACAT 3 ACRA 4 ACT Alliance EU 5 Action Against Hunger 6 ActionAid Italy 7 ADP Amici dei Popoli 8 African Media Association Malta 9 Agir Ensemble pour les Droits de l’Homme 10 AI.BI. Amici dei Bambini 11 AIDOS 12 Albanian Human Rights Group (AHRG) 13 AMERA International 14 Amnesty International 15 Anna Lindh National Network in Finland 16 AOI – Associazione Organizzazioni Italiane cooperazione e solidarietà internazionale 17 ARCI 18 ARCS 19 Arsis 20 ASGI – Associazione Studi Giuridici Immigrazione 21 Asociacion en Prevencion y Asistencia de la Violencia APAV 22 Asociación pro derechos humanos de España (APDHE) 23 ASPEm Onlus 24 Associació Salut i Família 25 Associaton for Integration and Migration (SIMI) 26 Associazione K_Alma 27 ASTI – Association de Soutien aux Travailleurs Immigrés 28 Austrian Red Cross 29 CARE International 30 CARITAS – Luxembourg 31 Caritas Europa 32 CEFA Onlus 33 CEFIS 34 CELIM 35 Centar za integraciju mladih 36 Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale 37 Cercle de Coopération 38 CESVI 39 CIAI 40 CICSENE 41 CIES 42 CIRÉ (coordination et initiatives pour réfugiés et étrangers) 43 CISV Onlus 44 Civic Committee for Human Rights from Croatia (CCHR) 45 CLAE 46 CODE – Coordination des ONG pour les droits de l’enfant 47 COMI 48 Comitato Collaborazione Medica CCM 49 Committee on the Administration of Justice (CAJ) 50 Concord Italia 51 CONCORD Sweden 52 Consejo de la Juventud de España 53 Consortium of Migrants Assisting Organizations in the Czech Republic 54 Consorzio Ong Piemontesi COP 55 Coordinadora de ONG para el Desarrollo – España 56 Coordinamento Italiano NGO Internazionali 57 Cordaid 58 COSPE Onlus 59 CrEA Onlus 60 CVM Comunità Volontari per il Mondo 61 Danish Refugee Council 62 Detention Action 63 Diaconia – Center of Relief and Development 64 DNK – German National Committee for International Youth Work 65 Doras 66 Dorcas Aid International 67 Dutch Council for Refugees 68 Dutch League for Human Rights (DLHR) 69 EMERGENCY ONG – ONLUS 70 EU-CORD 71 EuroMed Rights 72 European Association for the Defence of Human Rights (AEDH), 73 European Evangelical Alliance 74 European Non-Governmental Sports Organisation ENGSO Youth 75 European Youth Forum 76 23 ASPEm Onlus 24 Associació Salut i Família 25 Associaton for Integration and Migration (SIMI) 26 Associazione K_Alma 27 ASTI – Association de Soutien aux Travailleurs Immigrés 28 Austrian Red Cross 29 CARE International 30 CARITAS – Luxembourg 31 Caritas Europa 32 CEFA Onlus 33 CEFIS 34 CELIM 35 Centar za integraciju mladih 36 Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale 37 Cercle de Coopération 38 CESVI 39 CIAI 40 CICSENE 41 CIES 42 CIRÉ (coordination et initiatives pour réfugiés et étrangers) 43 CISV Onlus 44 Civic Committee for Human Rights from Croatia (CCHR) 45 CLAE 46 CODE – Coordination des ONG pour les droits de l’enfant 47 COMI 48 Comitato Collaborazione Medica CCM 49 Committee on the Administration of Justice (CAJ) 50 Concord Italia 51 CONCORD Sweden 52 Consejo de la Juventud de España 53 Consortium of Migrants Assisting Organizations in the Czech Republic 54 Consorzio Ong Piemontesi COP 55 Coordinadora de ONG para el Desarrollo – España 56 Coordinamento Italiano NGO Internazionali 57 Cordaid 58 COSPE Onlus 59 CrEA Onlus 60 CVM Comunità Volontari per il Mondo 61 Danish Refugee Council 62 Detention Action 63 Diaconia – Center of Relief and Development 64 DNK – German National Committee for International Youth Work 65 Doras 66 Dorcas Aid International 67 Dutch Council for Refugees 68 Dutch League for Human Rights (DLHR) 69 EMERGENCY ONG – ONLUS 70 EU-CORD 71 EuroMed Rights 72 European Association for the Defence of Human Rights (AEDH), 73 European Evangelical Alliance 74 European Non-Governmental Sports Organisation ENGSO Youth 75 European Youth Forum 76 Federación de Asociaciones para la Defensa y Promoción de los Derechos Humanos España 77 FIDH (International Federation for Human Rights) 78 Finnish League for Human Rights (FLHR) 79 Finnish Lutheran Overseas Mission 80 Finnish Refugee Council 81 FMSI 82 FOCSIV – Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario 83 Fondazione Fontana 84 Fundación Atabal 85 Generation 2.0 for Rights ,Equality and Diversity 86 GVC 87 Habitat for Humanity International, Europe, Middle East and Africa 88 Handicap International 89 Hellenic League for Human Rights (HLHR) 90 Helsinki Foundation for Human Rights – Poland 91 Human Rights Watch 92 ICMC Europe 93 International Aid Services 94 International Association For Refugees 95 International Rehabilitation Council for Torture Victims 96 International Rescue Committee 97 International Young Naturefriends – IYNF 98 INTERSOS 99 IPSIA 100 Islamic Relief UK 101 JRS 102 JRS Belgium 103 KISA – Action for Equality, Support, Antiracism 104 Kopin 105 La Strada International 106 Lafede.cat- Federació catalana 107 Latin American Wome’s Rights Service (LAWRS) – UK 108 Latvian Human Rights Committee (LHRC) 109 Le Monde des Possibles ASBL 110 Legambiente 111 LIDU – Lega italiana dei Diritti dell’Uomo 112 Ligue des Droits de l’homme en Belgique (LDH) 113 Ligue suisse des droits de l’homme (LSDH) 114 Link2007 – Cooperazione in rete 115 LVIA 116 Macedonian Young Lawyers Association 117 MANI TESE 118 Marche solidali – coordinamento organizzazioni marchigiane di cooperazione e solidarietà internazionale 119 Médecins du Monde 120 Menedek – Hungarian Association for Migrants 121 Migrant Rights Centre Ireland 122 Migrant Voice – UK 123 Migrants’ Rights Network 124 Missing Children Europe 125 Movimento Shalom onlus 126 Naga 127 Nasc, the Irish Immigrant Support Centre 128 Norwegian Centre against Racism 129 One Third Sweden 130 ONG para el Desarrollo 131 Osservatorio AIDS 132 Overseas 133 Oxfam 134 Pax for Peace 135 PICUM 136 Platform Kinderen op de vlucht – Plate-forme Mineurs en exil 137 Polish Migration Forum 138 Polish Society of Anti-Discrimination Law (PSAL) 139 PRO ASYL 140 PRO.DO.C.S. 141 ProgettoMondo Mlal 142 Rainbow for Africa 143 Red Acoge 144 Save the Children 145 Secours Islamique France 146 SKOP – The National Platform of Maltese Development NGOs 147 SONIA per un Mondo Nuovo e Giusto 148 SPARK15 149 stichting LOS (National Support Organisation for the Undocumented) 150 Stichting Vluchteling 151 Swedish Refugee Advice Centre 152 Terra Nuova 153 Terre des Hommes 154 The Finnish NGDO Platform to the EU Kehys 155 The Migrants’ Rights Network 156 Trócaire 157 U.V.I.S.P.-ASSISI 158 United Protestant Church in Belgium 159 Welthungerhilfe 160 WeWorld 161 with the support of CONCORD Europe 162 World Vision

Attacco all’ospedale militare di Kabul. 18 feriti arrivati all’ospedale di Emergency

Questa mattina, alle 9 ore locali, una forte esplosione ha preannunciato un attacco armato nel principale ospedale militare di Kabul ‘Sardar Daud Khan’, nel quartiere centrale di Wazir Akbar Khan. Secondo l’ultimo bilancio del Ministero della Salute il duplice attacco avrebbe causato 38 morti e oltre 70 feriti.

Sono 18 i feriti arrivati, circa un’ora dopo, nel nostro ospedale di Kabul, che offre assistenza chirurgica gratuita alle vittime di guerra.

“Abbiamo ricevuto 18 pazienti. La maggior parte di loro presenta lesioni da esplosione e ferite da arma da fuoco, 4 sono in gravi condizioni. L’ esplosione, infatti, è stata seguita da una sparatoria all’interno dei reparti, al secondo e al terzo piano dell’ospedale. Tra i feriti c’è anche una bambina di 7 anni, ferita al fianco a causa dell’esplosione, al momento sotto osservazione.” racconta Sara Cattaneo, Infermiera di EMERGENCY a Kabul.

“Le condizioni di sicurezza di Kabul sono sempre più instabili” aggiunge Sara. “EMERGENCY è presente nel paese dal 1999 e, da luglio 2010, per far fronte alle sempre peggiori conseguenze della guerra, i criteri di ammissione nel nostro ospedale sono limitati alla sola chirurgia di guerra. Ogni giorno riceviamo feriti da Kabul e dalle province vicine. Sono frequenti attacchi come quello di oggi, che avvengono anche negli ospedali, calpestando tutti i diritti fondamentali”.

Incendio nel ‘Grande Ghetto’ pugliese: EMERGENCY denuncia le drammatiche condizioni di vita dei braccianti

Questa notte un incendio nel cosiddetto ‘Grande ghetto’, nelle campagne tra San Severo e Rignano Garganico, in Provincia di Foggia, ha causato la morte di due persone e distrutto un centinaio di baracche. È il terzo incendio di grosse proporzioni che avviene nel Ghetto nell’ultimo anno, dove migliaia di migranti vivono in condizioni disumane. Due giorni fa era stato avviato lo sgombero dell’area da parte delle forze dell’ordine, uno sgombero annunciato già nel 2015 e mai realmente avvenuto.

EMERGENCY, che ha lavorato nella zona per quasi 5 anni, conosce le terribili condizioni di vita dei lavoratori stagionali che risiedono nel Ghetto in baracche di plastica o cartone, senza acqua pulita ed elettricità con gravi difficoltà di accesso alle cure mediche.

Nelle campagne della Capitanata EMERGENCY ha offerto assistenza sanitaria ai braccianti, effettuando 18.000 visite, dal 2011 al 2013 con fondi propri e dal 2013 al 2015 attraverso una convenzione con la Regione Puglia. Allo scadere della convenzione, il 31 dicembre 2015, la Regione non l’ha rinnovata comunicando la volontà di smantellare le baraccopoli. In attesa dell’effettivo smantellamento, EMERGENCY ha continuato a offrire la sua disponibilità, ma non ha ricevuto risposte positive dalle istituzioni.

L’esistenza di luoghi di sfruttamento come quelli del ghetto è inaccettabile ed è urgente un intervento per garantire condizioni di vita dignitose alla popolazione del Ghetto di Rignano e di tutti gli insediamenti simili, a partire dall’assistenza sanitaria. Come organizzazione impegnata per la difesa dei diritti umani, EMERGENCY rinnova la sua disponibilità a lavorare nella zona in attesa che si completi il ricollocamento dei cittadini stranieri in luoghi dignitosi.

Oggi EMERGENCY continua a lavorare nelle realtà agricole ad alta concentrazione di braccianti stagionali. In Calabria, nella Piana di Gioia Tauro (RC), è attivo il Poliambulatorio di Polistena, realizzato in un edificio confiscato alla ndrangheta. La struttura, aperta nel luglio 2013, offre prestazioni di medicina generale, ginecologia e orientamento socio-sanitario ai più vulnerabili.
Nel dicembre 2016, abbiamo avviato un progetto nella provincia di Latina, per offrire un servizio di orientamento socio-sanitario e assistenza medica di base alle fasce più vulnerabili della popolazione, tra cui i tanti migranti che arrivano dalla regione indiana del Punjab, impiegati in agricoltura e allevamento.